sabato 24 gennaio 2009

Un pavimento di ferro

S'immaginino, i miei lettori, la scena che segue: la scrivente - indossato un rude paio di stivalacci sotto la minigonna di cui al post "Dei pregiudizi e di altre catastrofi" - si avventura fra i detriti e il fango dell'aia per scattare le foto qui sotto.
Il pavimento del capannone, che sta sempre più assumendo i contorni del Duomo di Milano, viene rivestito di due-tre strati di rete di ferro il cui costo al chilo si avvicina in maniera inquietante alla tariffa a cartella percepita da noi poveri traduttori.
Segue foglio di tessuto-non-tessuto e antigelificante [sic] pre cemento (che saluteremo con festa danzante e calchi delle mani impresse in guisa di marciapiede hollywoodiano delle stelle).

2 commenti:

valverde ha detto...

mi vengono i brividi...perchè noi dovremo fare la stessa cosa per la cantina , il fienile ecc...che ora sono in "pura" terra battuta...aarggggg....
baci solidali...
ross

SaraMi ha detto...

...metti mano al portafoglio e prega! ;-)