giovedì 19 marzo 2009

Percezione del corpo


Autoritratto, marzo 2009
Matita su carta

Fire!

Cortile is burning

Cupe vampe

...e, se a qualcuno fosse venuto il dubbio, non siamo affetti dalla sindrome del piromane...stiamo smaltendo gli sfalci...

lunedì 16 marzo 2009

Da Montale agli Ska-p

Sabato si va in campagna, che c'è il sole e il Bambino ha voglia di ruzzare con Papà. Carico anche la Suocera, follemente innamorata della vita agreste, e vado.
Dopo un pranzo a base di pane e salame, mi sdraio al sole su una panca al limitare dell'orto. La piramide di legna fa da scudo fra me e l'ultimo scampolo di inverno, mi godo il sole, rilasso il corpo, chiudo gli occhi e lascio vagare la mente.
«Meriggiare pallido e assorto...»
I versi di Montale mi suonano nelle orecchie. Mi sento così. Scivolo nel sonno, cullata dal cicaleccio del Marito, del Figlio e della Suocera intenti a zappettare, dissodare, rastrellare. Sono felici. Sono felice.

Ogni anno, quando faccio ritorno in campagna dopo aver svernato in città, mi chiedo come abbia fatto a stare lontana, mi godo il profondo nutrimento del silenzio, il perfetto equilibrio che si crea. Stupisco all'idea di stare in città, di ciò che mi interessa quando sono in città.
«Meriggiare pallido e assorto...»
Fra sonno e veglia continuo a ripetermi questo verso. Provo a volgerlo al femminile «Meriggiare pallida e assorta...» e mi accorgo che è impossibile da leggere: mentre nel testo montaliano il gruppo o-e-a crea una catena fonetica perfetta e non ostacola in alcuno modo il suono, il gruppo a-e-a crea un ostacolo insormontabile, rendendo impronunciabili queste quattro parole altrimenti in perfetto equilibrio...quando si dice il Poeta...
L'esperienza poetico-agreste viene brutalmente interrotta dallo squillo del cellulare, che mi penetra il cervello e - nello stato contemplativo in cui sono - mi pare tagliarlo in due.
Mi sollevo, mi guardo intorno...ancora sole, ancora cicaleccio, ma il sogno è svanito, e sono passati solo dieci minuti.
Il pomeriggio poi passa in un lampo, si torna in città. Il Bambino dorme dai nonni, ché io e il Marito abbiamo un appuntamento a Rimini: Ska-p in concerto. Sono sinceramente emozionata, perché - ormai nove anni fa - gli Ska-p sono stati la colonna sonora dell'inizio dell'amore col Marito, il primo concerto visto insieme, quando la goffaggine di una relazione agli esordi condisce di imbarazzo ogni mossa.
Le aspettative non sono state deluse: ogni canzone ci ha regalato un ricordo, un colore, una giornata. Mi sono trovata a commuovermi sulle note di canzoni che hanno fatto la colonna sonora di un anno della mia vita. Il Marito mi abbraccia con gli occhi lucidi. Sentiamo che, anche dopo nove anni e tante vicissitudini esistenziali, siamo anche e ancora quelli che cantano a squarciagola «El Vals del Obrero».
Alle tre di notte torniamo a casa, siamo soli: i cani da una nonna, il Bambino dall'altra. Noi due.
video

mercoledì 11 marzo 2009

Rintanata

Fra mezzora, nell'Aula Magna della Facoltà di Lettere della mia città, viene proiettato un documentario sulla traduzione che fino a ieri avevo intenzione di andare a vedere.
Stamattina, il solo pensiero di uscire di casa mi mette ansia e adesso mi do il permesso di non andare, di stare a casa, di rintarnarmi sulla scrivania, davanti al computer, sotto la lampada da lavoro.
In questo momento sono francamente stanca di buttarmi fuori a calci in culo, di seminare in attesa di raccogliere, perché sono sette stracazzo di anni che semino, e a quest'ora dovrei avere un vivaio.
Sette anni sono tanti, ragazzi.
Cominciano a sembrarmi troppi. Senza nulla togliere a tutto quello che ho realizzato, son troppi lo stesso.

venerdì 6 marzo 2009

In questi giorni va così

Pubblicità progresso


Caldamente consigliato ai miei cortesi lettori. Trattasi di volumetto agile e relativamente economico edito da Terre di Mezzo, che raccoglie un vasto elenco di additivi alimentari e ingredienti cosmetici presenti in ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo, e ci spalmiamo addosso, e ne spiega gli effetti più o meno nocivi (di solito più) per la nostra salute.
Va da sé che la traduzione è stata magistralmente eseguita dalla scrivente...