venerdì 29 maggio 2009

Avanti anni luce...

Ieri pomeriggio io e il Bambino ci gingillavamo con un braccialetto regalatomi dagli suoceri in occasione del matrimonio col Marito (i maligni penseranno che fosse un ringraziamento per aver fatto mettere la testa a posto al loro figliolo, in realtà quella di regalare i gioielli di famiglia alle nuore è una tradizione consolidata).
Tant'è.
Faccio al Bambino: "Sai, questo braccialetto me l'hanno regalato i nonni quando io e papà ci siamo sposati..."
E lui: "No, tu e papà non siete sposati, perché siete un maschio e una femmina. Le femmine si sposano solo con le femmine, i maschi solo coi maschi. Infatti io sono sposato con papà!"
Non c'è che dire, una sentenza che crea un importante precedente legislativo sulla normativa in fatto di matrimoni fra persone dello stesso sesso!

martedì 26 maggio 2009

Bozze, fragole e sensazioni tattili

Correggo la cianografica di un volume sulla degustazione del vino. Sarà l'argomento, sarà il vortice di aggettivi morbidi, voluttuosi e carnali...mi godo come non mai la sensazione tattile del libro: una carta duttile, delicata e al contempo grossa e solida. Quello sulle ciano è un lavoro che si fa a matita, niente a che vedere con la spigolosità della penna rossa. Il plico di ciano mi mostra il libro come sarà, in tutta la sua bellezza, e tuttavia nella fragilità del formato non rilegato e stampato a bassa risoluzione. È un incontro magico.
La merenda di metà mattina è una mousse di fragole dell'orto. Tolgo i piccioli, le lavo e lo osservo prima di sacrificarle alle lame del minipimer. Sono perfette. Carnose, lucide, piene di vita. Mi promettono energia, sollievo dalla sete, vitamine. Mi incanto a guardarle, e penso alle ciano, che mi aspettano sul tavolo in balcone, al fresco.
E mi dico che tutto questo è un dono, un privilegio.

domenica 24 maggio 2009

Capannone, work in progress





Varie dalla campagna


Il rovo è in fiore: anche per quest'anno i venti chili di more non ce li leva nessuno.

La gatta si adatta al marasma generale e dorme fra gli attrezzi.

Anche la chioccia, a suo modo, si adatta: razzando nell'aiuola dinanzi a casa!

Angolo visuale

Dai una macchina fotografica in mano a un bambino e ne ricaverai la sua personale visione del mondo...





lunedì 18 maggio 2009

Paesaggi interiori



Questo è il libro che mi ha seriamente fatto considerare di cambiare mestiere.
Così, giusto perché il mondo lo sappia.

lunedì 11 maggio 2009

Momenti impagabili di quotidianità bambinesca

...quando tuo figlio si mette sotto braccio un fascio di fogli e ti saluta dicendo «Vado nel mio studio perché devo consegnare un lavoro, ci vediamo più tardi!» (sì, qualche domanda te la devi fare)...
...quando vai a prendere tuo figlio dai nonni e lui ti abbraccia dicendoti «mi sei mancata» (ti sciogli come neve al sole)...
...quando tuo figlio ti dà della "brutta cicciona" (ma lo fa ridendo, eppoi tu sai di essere uno schianto quindi non te la prendi)...
...quando si esercita a snocciolare la litania di parolacce che già conosce ("puzza di piedi" è una di queste, perché a tre anni e mezzo hai un concetto molto elastico di "parolaccia") e tu devi nascondere il sorriso dietro alla faccia burbera e sgridarlo lo stesso (ma poco)...
...quando "fa le facce"...

Spero che il tempo mi lasci tutti questi dettagli. Sono oltremodo preziosi.

Mi sorge un dubbio

In pausa dal lavoro, sfoglio il mio solito rotocalco online (sì, rotocalco, perché se voglio leggere il giornale mi dirigo qui) e leggo questo.
Musetto tenero quello di Birillo, occhi tristi da cane bastonato (metaforicamente e letteralmente inteso), muoverebbero il senso di colpa cosmico in chiunque.
Poi leggi la didascalia dell'immagine e ti corre l'obbligo di porti un quesito: ma perché - se era così triste, così foriero di senso di colpa -, perché se n'è tornato al canile? Perché non ha apprezzato il lodevolissimo sforzo dei sapiens che si sono prodigati per lui?
Siccome non credo che la risposta sia "per sfuggire al suo nuovo padrone", mi tocca di pensare che sia perché al canile ci si trovava bene. Magari aveva degli amici, una fidanzata, una ciotola preferita. Magari si sentiva amato e gli andava bene, a Birillo.
E allora ci tocca fare una banale ma sempre utile riflessione sul senso di onnipotenza dell'uomo che, credendosi razza superiore, pensa di sapere cosa pensano gli animali, spesso proiettando su di loro mille e una emozione che ai quadrupedi e/o volatili in questione non appartengono.
Spero davvero che lascino Birillo al canile e, se è il caso, si riguardino "Madagascar" (1 e 2)...sì il cartone animato, che, oltre a essere divertente, induce un'interessante riflessione sul rapporto uomo-animale e ritorno: tutti pensano di sapere cosa pensa l'altro e nessuno ha capito un cazzo.

sabato 9 maggio 2009

Ventata di ottimismo cosmico (e dio sa quanto ce n'era bisogno)

Quando, alle sei e mezzo del mattino, ti metti a leggere il giornale prima di attaccare a lavorare e leggi questo (o questo), affronti con più serenità il lungo weekend di paura che ti aspetta. Lo affronti, invero, anche con le lacrime di commozione. Se tutto questo è vero, comincio a credere a Babbo Natale: si chiama Howard Yana-Shapiro ed è lui:

lunedì 4 maggio 2009

Ospiti e fiori


Lui è Cesare (battezzato da noi, s'intende), gatto bianco e nero in transito nel podere. Ci siamo osservati a lungo, poi lui ha deciso che io e il Bambino non costituivamo un pericolo e se n'è andato sdegnoso.


La salvia è in fiore.
Tutto questo mi rende felice.

Appunti presi sul cellulare in un'assolata domenica in campagna

Soffro d'insonnia, o, per lo meno, i miei ritmi sonno-veglia si sono invertiti: la sera mi corico prestissimo e la mattina non mi sveglio oltre le 6. Siccome non posso uscire in giardino come farei se fossi in campagna, mi preparo la colazione e mi metto a leggere.
Sento che la mia vita sta andando in una direzione che non conosco né avevo previsto. La scrittura mi chiama sempre di più, ma la sua voce ha un suono ancora indistinto e le sue parole non mi sono ancora del tutto chiare.
Seduta sotto il glicine, osservo l'orto. Ieri abbiamo raccolto una carriola piena di rapanelli (rossi e rossi e bianchi). Sono spuntati i primi asparagi, anche se - a quanto ho capito - occorre aspettare due stagioni prima di averne di buoni da mangiare. I finocchi hanno già messo fuori le loro tipiche foglie barbute, e altrettanto hanno fatto cipolle e cipollotti, anche se le loro foglie sono di un semplicità sconcertante. I kiwi si sono rivestiti di foglie (pelose, come i frutti), e le prugne li hanno imitati.
Sto leggendo un libro che mi tocca qualche corda profonda, che risuona con la mia paura di morire, con il senso del tempo che passa velocissimo da quando c'è il Bambino. Ripenso al "Diario di campagna di una signora inglese bla bla...", ricordo il fascino che esercitava su di me quando ero una bambina delle elementari. Forse dovrei rileggerlo.
Alzo lo sguardo; in città non sono abituata a farlo. Spazio immenso, niente gru all'orizzonte, niente condominii a perdita d'occhio. Solo colori brillanti e semplici: verde, azzurro, bianco.



Panoramica dell'orto


Sedano


Ravanelli


Panoramica dell'orto, da un'altra angolazione


Kiwi


Finocchio


Cipollotti e fragole


Carriola di ravanelli