martedì 26 maggio 2009

Bozze, fragole e sensazioni tattili

Correggo la cianografica di un volume sulla degustazione del vino. Sarà l'argomento, sarà il vortice di aggettivi morbidi, voluttuosi e carnali...mi godo come non mai la sensazione tattile del libro: una carta duttile, delicata e al contempo grossa e solida. Quello sulle ciano è un lavoro che si fa a matita, niente a che vedere con la spigolosità della penna rossa. Il plico di ciano mi mostra il libro come sarà, in tutta la sua bellezza, e tuttavia nella fragilità del formato non rilegato e stampato a bassa risoluzione. È un incontro magico.
La merenda di metà mattina è una mousse di fragole dell'orto. Tolgo i piccioli, le lavo e lo osservo prima di sacrificarle alle lame del minipimer. Sono perfette. Carnose, lucide, piene di vita. Mi promettono energia, sollievo dalla sete, vitamine. Mi incanto a guardarle, e penso alle ciano, che mi aspettano sul tavolo in balcone, al fresco.
E mi dico che tutto questo è un dono, un privilegio.

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