lunedì 11 maggio 2009

Mi sorge un dubbio

In pausa dal lavoro, sfoglio il mio solito rotocalco online (sì, rotocalco, perché se voglio leggere il giornale mi dirigo qui) e leggo questo.
Musetto tenero quello di Birillo, occhi tristi da cane bastonato (metaforicamente e letteralmente inteso), muoverebbero il senso di colpa cosmico in chiunque.
Poi leggi la didascalia dell'immagine e ti corre l'obbligo di porti un quesito: ma perché - se era così triste, così foriero di senso di colpa -, perché se n'è tornato al canile? Perché non ha apprezzato il lodevolissimo sforzo dei sapiens che si sono prodigati per lui?
Siccome non credo che la risposta sia "per sfuggire al suo nuovo padrone", mi tocca di pensare che sia perché al canile ci si trovava bene. Magari aveva degli amici, una fidanzata, una ciotola preferita. Magari si sentiva amato e gli andava bene, a Birillo.
E allora ci tocca fare una banale ma sempre utile riflessione sul senso di onnipotenza dell'uomo che, credendosi razza superiore, pensa di sapere cosa pensano gli animali, spesso proiettando su di loro mille e una emozione che ai quadrupedi e/o volatili in questione non appartengono.
Spero davvero che lascino Birillo al canile e, se è il caso, si riguardino "Madagascar" (1 e 2)...sì il cartone animato, che, oltre a essere divertente, induce un'interessante riflessione sul rapporto uomo-animale e ritorno: tutti pensano di sapere cosa pensa l'altro e nessuno ha capito un cazzo.

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