mercoledì 8 luglio 2009

Cosa farò da grande.

La verità è che, se mi proietto nel futuro, mi vedo a scrivere. Anche a tradurre, certo, ma la scrittura occuperà uno spazio sempre più ampio nella mia vita, ormai lo so.
Quel che non so è che cosa diamine scriverò.
Ho voglia di scrivere di tutto, frammenti di storie e appunti di narrazioni di affollano la mente. Annoto tutto, dimentico molto.
Arrivare alla scrittura, come alla traduzione (e questo non stupisce), significa superare degli ostacoli interiori sui quali campeggia una sola parola: inadeguatezza.
Quando intervistati, gli scrittori dichiarano sempre che siedono per ore a digitare fiumi di parole. La cosa mi spaventa. Per il momento, il massimo che riesco a fare – e solo nei giorni di buona – è digitare fiumi di cartelle tradotte. Non sono pervasa dal sacro fuoco della narrazione (saranno tutti i casini in cui mi dibatto quotidianamente che mi distraggono? Può essere…), però ho qualche milione di idee, tutte rigorosamente frammentarie. Non a caso, il mio vecchio e rinnegato blog si chiamava “Appunti&Pensieri”.

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