lunedì 31 agosto 2009

«Mamma, perché ci hanno messo i diamanti?», ovvero la Resistenza spiegata a un bambino di quattro anni


Io e il Bambino si passeggiava per la main street di Cortile giocando agli elicotteri. A un certo punto, l'elicottero-Bambino è atterrato sul monumento ai caduti, si è fermato un attimo a contemplarlo (i bambini hanno la straordinaria capacità di stupirsi davanti alle cose più familiari come se le vedessero per la prima volta) e, al termine dell'osservazione, ha detto: «Mamma, perché ci hanno messo i diamanti?». Orbene, per quanto io sia notoriamente una madre yé-yé ed estremamente uana-gana (si colga l'ironia, please), mi sono chiesta quale fosse la dovizia di particolari con i quali colorire il racconto della Resistenza per un bambino di neanche quattr'anni.
Segue dialogo.
«Perché, vedi, le persone che abitano qui hanno voluto costruire questo monumento per dei ragazzi, i partigiani...»
«Quelli di Bella ciao
«Sì, proprio quelli di Bella ciao»
[il Bambino, cantando] «bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao»
«Esatto, dunque, dicevo, tanti anni fa al governo...»
«Come Berlusconi adesso?»
«Sì [glomp] come Berlusconi adesso, quindi, tanti anni fa, al governo c'erano delle persone molto cattive, che si chiamavano fascisti, che facevano un sacco di male alle persone, allora ci sono stati dei ragazzi che hanno rischiato la vita, cioè sono morti, oddio non tutti, ma molti...»
«Sono morti quindi sono diventati delle stelline?»
«Sì, tesoro, delle stelline. Quindi, hanno combattuto i fascisti e per ringraziarli la gente ha costruito dei monumenti, così tutti se li ricordano.»
«E ci hanno messo dei diamanti?»
«Sì, ci hanno messo dei diamanti.»
Gli elicotteri ripartono.
Il Bambino canta Bella ciao.
Non so quanto abbia capito da questa mia goffa spiegazione, ma almeno ci ho provato.

Bagatelle/2


Da cui si evince che alla scrivente manca del tutto il senso della proporzione...

Bagatelle/1

Teneri, loro.

Il fatto che al Marito ricordi questo

è grave?

Serramentizi



...mancano solo due mani di intonaco...

No, dico, ti sembra questa l'ora di svegliarmi?


Incontri mattutini nel frutteto.
Il Marito si è imbattuto in questo "pulcino" di non-mi-ricordo-più-cosa, ma di certo si trattava di un animale notturno!

mercoledì 5 agosto 2009

Lettera della Fata di Cristallo alla Principessa Carciofo

Cara Principessa Carciofo,
la nostra amicizia dura ormai da molti anni (lo sai che siamo amiche, vero?) e tante volte mi sono trovata a saltellare sulle punte del tuo bellissimo fiore (perché lo sai, vero, che il carciofo è un fiore?), così come immagino tu ti sia spesso dovuta barcamenare sulle sdrucciolevoli facce del mio cristallo (a proposito, ti hanno mai spiegato che, per quanto sia duro, il cristallo è pieno di crepe all’interno? Affascinanti, te lo concedo, ma pur sempre crepe).
Questa mattina, ed è per questo che ti scrivo, ho pensato che potrebbe essere ora di smettere con tutti questi saltellii e sdrucciolamenti, sennò prima o poi qualcuno si rompe una gamba (oddio, per la verità qualche contusione l’abbiamo già riportata e credo ce la ricordiamo ancora).
Allora, mia deliziosa Amica, mi sono risolta a scrivere questa lettera affinché tu possa, ogniqualvolta ti par di sdrucciolare, ricorrere a queste mie parole e recuperare quella fiducia in te stessa e nella nostra sempreverde amicizia (il riferimento, ça va sans dire, è a quei deliziosi arbusti che non perdono mai il colore brillante delle foglie, nemmeno in condizioni climatiche assai avverse) che ogni tanto (e talvolta pure ogni spesso) ti viene a mancare. Perché vedi, mia dolce Principessa Carciofo, io posso pure saltellare di continuo per contrastare i tuoi sdrucciolamenti, ma comprendi bene che, se saltello a destra e tu mi sdruccioli a sinistra, o viceversa, mi risulta assai complicato tenere il passo di sdrucciolii e saltellamenti. E lo stesso, per quanto ti risulti strano, vale per te.
Ho già il sentore che queste mie parole non siano di conforto per l’ennesima sdrucciolata, stamane d’altronde saltello incredula e anche un po’ ferita, ma, come vedi, la metto sul ridere.
La prova provata che sei la sorella che non ho avuto son proprio questi saltellii e questi sdrucciolamenti, strano tu non lo capisca.
Con imperituro e profondo affetto,
tua sorella (per scelta),
Fata di Cristallo

martedì 4 agosto 2009

Uomini e mezzi di trasporto (secondo un quattrenne)

...quello che guida l'aereo si chiama "pilota"
...quello che guida il cavallo si chiama "cavaliere"
...quello che guida la macchina si chiama "macchinista"
...quello che guida la bicicletta si chiama "biciclista"
...quello che guida il treno si chiama "trenaggio"
...quello che guida la Ferrari si chiama "quello-che-guida-la-ferrari"

Abissi di ignoranza

Che la scrivente fosse una lettrice povera e una povera lettrice non era un mistero, e si aveva pure il sospetto che la mancata propensione verso la letteratura extraeuropea fosse segno di una certa dose di ignoranza. Solo, non si era capito fino a che punto.
Almeno fino a ieri sera.
Ieri sera, infatti, mi sono abbandonata alla lettura di questo:
More about La parrucchiera di Kabul
e dell'estratto (gentilmente offerto dall'editore) di questo:
More about Viaggio di nozze a Teheran
...mi si sono spalancate davanti agli occhi le voragini della mia ignoranza e della mia miopia culturale...adesso sono qui a chiedermi come farò a recuperare, a leggere tutto, a spaziare.
E la letteratura norvegese?
E quella lettone?
E quella ugro-finnica?
Vorrei avere tre cervelli, e le giornate di 72 ore.
In alternativa, gli scrittori potrebbero smettere di scrivere per qualche anno, così io tento di recuperare un zinzino...