sabato 30 ottobre 2010

"La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare"

Cioè uno di quei momenti in cui ti accorgi che qualcosa è cambiato, qualcosa di profondo e di determinante. Ti rendi conto di aver abbandonato un'abitudine che avevi da ventidue anni, un tic contro il quale hai combattuto per due terzi della tua vita, che credevi più forte, automatico e inconscio di te. E sei ancora incredula, ma sorridi a questa nuova te che vuole solo farsi conoscere.

venerdì 29 ottobre 2010

ossessivo-complusiva...

...capace di emozionarsi per un nonnulla.
Nel giro di due minuti accade che l'Amica psicologa (o psicoterapeuta [santiddio non ho ancora capito la differenza]) mi definisce "un'ossessivo-complusiva che ha trovato il suo mestiere" (e questo solo perché le ho segnalato delle discrepanze nelle virgolette di un testo che mi aveva chiesto di controllare [sorriso]), che una collega ("collega" in questo caso è un gesto di presunzione da parte mia, ché lei è molto più brava di me) scrive su Facebook che un test di personalità l'ha definita allo stesso modo, che sempre su Facebook accetta la mia richiesta di amicizia una delle traduttrici più brave d'Italia, che ancora Facebook mi rivela che ho fra i contatti due traduttori che hanno tradotto uno dei miei romanzi preferiti...e allora mi commuovo, e sono felice come una bimba.
Ossessivo-complusiva col cuore tenero.

lunedì 25 ottobre 2010

Niente da fare...

...la parola scritta, pensata, cancellata, riscritta vuole sempre la sua parte, reclama comunque il suo contributo.
Tenere un blog, per me, nacque come una sfida contro la naturale ritrosia a mettermi in mostra. Il mio primo blog (ancora visibile sul mio profilo, perché - per quanto non mi riconosca più in quel modo di scrivere - è un pezzo di me) rispecchiava quella che ero, e che da un certo momento in poi non volli più essere.
Aprii dunque questo. Ci misi tanto di me, soprattutto nello stile e nel modo di accostarmi alle cose.
Poi, come spesso accade, la vita mi ha messo davanti a eventi che mi hanno fatto perdere la voglia di entrare nel merito sulla pubblica piazza e, siccome parlare di altro non aveva senso, ho smesso di scrivere.
Poi, come altrettanto spesso accade, la vita mi ha ricordato una cosa fondamentale: io di parole scritte ci vivo, e se smetto di scrivere (o se mi limito a farlo su FaceBook) non sono più io. Ho visitato i blog linkati qui a sinistra, e ci ho trovato una ricchezza e una profondità bellissime e nutrienti. All'improvviso mi sono resa conto di quanto mi siano mancate le parole degli altri, di quanto mi siano mancate le mie.
Ieri sera passeggiavo con Piper (la figlia di Kika, l'altra cagnolina che condivide la vita con noi) e ho pensato a quelli che dicono che i doppiatori sono attori mancati, e i traduttori sono scrittori mancati. Mi sono detta che non è così: i doppiatori sono attori che esprimono il loro talento con mezzi diversi dagli attori, i traduttori...beh...non so se siano scrittori, di sicuro con questi ultimi condividono il bisogno di andare a braccetto con la parola scritta.
Sì, sono tornata. E ne sono felice.

domenica 24 ottobre 2010

...e tuo figlio come sta?


Parto dal fondo, dalla domanda che tutti mi fanno da due ore a questa parte.

Questo blog è dormiente da mesi, da quando tutto ciò che mi succede nella vita è diventato troppo rapido, profondo e personale per essere scritto qui.
Sto aspettando di farlo diventare un blog solo di riscrittura, ma nel frattempo le parole vogliono il loro tributo.
Questa mattina Kika, la nostra labrador di quasi quattordici anni, ci ha lasciati, addormentandosi per sempre. Da tempo, da quando sono diventata madre, ho spogliato i cani - gli animali in generale - del loro significato "altro", delle proiezioni di cui li avevo vestiti. Ma la portata emotiva di questo distacco, di questo cambiamento, resta.
Adesso, comunque la si voglia vedere, c'è un equilibrio famigliare da ridefinire, una nuova struttura da viversi.
Io e il Marito piangiamo. Per motivi diversi, ma piangiamo questa perdita.
Il Bambino, al contrario, ha capito e metabolizzato tutto in un lampo. Ci ha chiesto spiegazioni, gliele abbiamo date. A lui basta.
Ed è incredibile vedere come tutti gli adulti che ci circondano non capiscano questo semplice meccanismo: i bambini sono intelligenti, più liberi e puliti di noi...ma gli adulti non lo sanno, e continuano a chiederci come sta lui.