venerdì 8 giugno 2012

I love(d) shopping

Ieri sera, prima di dormire, riguardavo la mia giornata e riflettevo. Osservavo come la normalità stia continuando a farsi strada nelle nostre vite, un po' come l'erba che ricresce dopo essere stata irrorata di diserbante: torna a spuntare, che lo si voglia o no. Quella di ieri è stata una giornata all'insegna di una concretezza che non ho mai avuto prima, una giornata in cui ho fatto cose "quotidiane" con una lucidità inedita. Dopo essere andata a scuola per fissare l'appuntamento per il ritiro della pagella, sono andata in banca a sbrigare commissioni normali, che ieri erano più normali del solito. La filiale è in un centro commerciale dove ho fatto shopping compulsivo per anni (eviterò la nenia delle mille variazioni di taglia, dei dimagrimenti e dei rifacimenti di guardaroba, perché è acqua passatissima) e che ieri ho guardato con occhi diversi. Ho bisogno di abiti. È un fatto. Per come era organizzata la mia vita "prima", quasi tutti i miei vestiti estivi sono nella casa di campagna, perché negli ultimi otto anni ho trascorso là le mie estati e cercavo di ridurre al minimo i traslochi. Ecco, ieri sono entrata in un negozio e ho comprato un abito, due paia di pantaloni e una maglietta. L'ho fatto con lo stesso spirito costruttivo con cui compro i vestiti a mio figlio, con il realismo dettato dalla reale necessità. È stata un'esperienza nuova e assai nutriente. (disclaimer: "I giri di shopping" sono e restano degli hobby bellissimi. Questo blog non incita in alcun modo ad abbandonarli.) E guardo alle piccole cose quotidiane che cambiano. Al Marito che torna a casa sfatto all'imbrunire, si lascia cadere su una sedia e mi dice: "Be', io faccio il bagno. Proprio la vasca, eh!". Ti sfido, Terremoto, sono pronto a immergermi per un'ora nella vasca, voglio smettere di lavarmi di corsa nel timore di una scossa. Un ennesimo ritorno alla normalità, che saluto con gioia. Forse fra qualche giorno torneremo a dormire nei nostri letti. Io ricomincerò a sclerare perché devo lavorare di sera e perché la casa pare una stalla. Conviviamo ancora con la paura, come tutti del resto. Ma la normalità sta ricrescendo, nonostante la dose abbondante di diserbante.

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