martedì 12 giugno 2012

la valigia

Al telefono mi dice "Sto tornando con una sorpresa" e io penso immediatamente a un cucciolo di cane. Per fortuna mi sbaglio. Torna a casa con una valigia, o meglio con la valigia. La valigia è un trolley azzurro polvere (al momento con una spiccata sfumatura rosso mattone) nel quale sono contenuti dieci, forse quindici, anni di musica: CD comprati in giro per l'Europa, accumulati negli anni, pezzi di vita come solo la musica sa essere. Quella valigia era là, in casa, poco lontano dall'ingresso. È stata fin da subito uno dei nostri chiodi fissi, perché, come credo sia facile intuire, se l'idea di perdere le proprie cose fa male a tutti, l'idea di perdere cose che non si possono ricomprare fa male il doppio. Lo sguardo del Marito era trionfante, io mi sono commossa. La valigia rediviva significa primo ingresso in casa, significa coraggio a quattro mani, fiato sospeso e via entrare. Con prudenza, certo, ma adesso sappiamo che, all'interno, i piani hanno retto. Adesso spetta agli ingegneri strutturali valutare l'entità degli interventi (e non sarà cosa da poco), ma intanto ci siamo (si è, a dire il vero) ripresi i primi metri interni. Salire al primo piano è impensabile, però "questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l'umanità". Stiamo in piedi e andiamo avanti.

2 commenti:

Ellemmeppì ha detto...

Nastrini rossi per richiamare la neo-acquisita sfumatura rosso mattone... la classe è sempre classe...

Giuseppe Iacobaci ha detto...

Fondamenta psicologiche che resistono e sostengono più di quelle fisiche, voglia di recuperare cose che non si possono perdere.
Tempo e coraggio. Ne avete da vendere e ve ne auguro ancora di più. :-)