venerdì 1 giugno 2012

ritiro zaini dalle 11 alle 13

Stamattina, dalle 11 alle 13, il Comune permetteva di entrare nelle scuole per recuperare gli zaini lasciati dai bambini sfollati la mattina di martedì. Sono andata, baldanzosa e fiera, senza mettere in conto lo spettacolo che mi si sarebbe parato davanti. Niente macerie o calcinacci, no. Qualcosa di assai più semplice: il tempo congelato nelle classi vuote. La matite, le biro, gli astucci abbandonati sui banchi nella posizione in cui li ha colti la scossa. Sotto al banco di mio figlio, la merenda, i quaderni, i colori. Ho riposto la gomma e la matita nell'astuccio, ho chiuso tutto e ho portato fuori lo zaino. È stato come entrare nell'intimità di una casa. Vedere in che posizione esatta mio figlio appoggia le cose, come si organizza il banco è stato emotivamente forte, specie nel contesto in cui ero. Mi ha spalancato una finestra su un mondo che mi è giustamente precluso e mi ha ricordato che tanta, tantissima gente ha rinunciato a tutta la propria intimità.

1 commento:

Petra Haag ha detto...

Io non oso nemmeno immaginare come ci si senta durante il sisma sapendo il proprio figlio a scuola.