sabato 2 giugno 2012

stanotte l'ho sognato

La sera è il momento peggiore, perché col buio la paura si acutizza. Ieri sono stata fuori il più possibile, ma a un certo punto occorre tornare a casa. Nei parchi, ancora tende. Ma al contempo quasi tutti hanno ripreso la vita di prima. Ho portato il piccolo a mangiare un panino da MacDonald's, così, tanto per fare qualcosa di uguale a prima e per farmi un'iniezione di realtà. A dire il vero non è stato efficacissimo, ma le quattro tamarre stile Jersey Shore nel tavolo accanto qualche effetto l'hanno sortito. Torno a casa e fingo col bambino che sia tutto normale. Nei limiti del fatto che siamo ancora accampati sul divano e che teniamo accanto alla porta le borse con il kit di prima emergenza. Mi sveglio di continuo, controllo il profilo Twitter di INGV. Il cane mi sembra inquieto, ma cerco di tranquillizzarmi dicendo a me stessa che non ha dato segni di particolare anti-sismicità nemmeno prima, visto che in occasione di altre scosse non ha fatto una piega. Poi l'ho sognato. Ho sognato di essere nella casa di campagna durante una scossa e di avere una reazione calma e composta. Ho sognato che radunavo le cose essenziali a proseguire la vita e che la scossa finiva mentre ero ancora in cucina, lì al piano terra. Non so di preciso cosa significhi, ma voglio pensare che sia indice di elaborazione. Intanto, un altro giorno è andato, ma l'esperienza insegna che niente è certo. Proseguiamo.

1 commento:

dafnevisconti ha detto...

la descrizione è vera e toccante, un'esperienza di vita per chi legge..grazie